“La lezione più grande che potrai mai imparare è amare e lasciarti amare.” – Moulin Rouge

Cosa c’e’ di straordinario nella nostra vita?
Le emozioni? I sentimenti? I pensieri? Le opere che compiamo?
Personalmente rispondo che la vita stessa è di per sè straordinaria.
Nelle settimane successive ebbi molto tempo libero, tempo che impiegai in svariati modi, tra cui conoscere nuove persone e passare gli esami universitari. E poi?
Beh, poi dovetti fare i conti con il fatto di non riuscire ad odiarla o disprezzarla.
Perchè vedete, a me riesce difficile serbare rancore, le uniche persone che “odio” sono i falsi, i razzisti, e i pedofili.
Così mi risolsi a non provare sentimenti negativi, cercando per quanto possa suonare irrazionale di “perdonarla”.
E le scrissi. Ancora.
Fiducioso in un futuro migliore:
[...]Forse un giorno ricominceremo a parlare. A comunicare.
“Lasciate che il mio cuore si disintossichi, come da un dolce veleno di cui non
puo’ fare a meno. Vedrete allora altre stelle a indicarvi l’alba che arrivera’.
La notte non incontra il giorno, e il sole non si unisce alla luna. Ma accade.
Accade che coloro che stanno lontani si ritrovino dopo molti cicli. Voi la
chiamate eclisse.”[...]
Che senso ha perdere le persone? Quando le perdiamo con esse se ne vanno le cose buone e le cose non buone.
Se non potevo averla accanto come compagna, ci sarebbero stati altri modi per averla accanto nella vasta gamma di sentimenti umani.
Vi svelo che per S. Valentino girai un videoclip, confezionandolo in un Dvd. Dvd che lasciai la notte del 13 nella sua cassetta delle lettere.
A differenza del cd questo dvd non aveva speranze o sogni con sè. Era qualcosa che “sentivo” di fare. Questa volta lo facevo da disincantato, quello che mi interessava e mi faceva andare avanti nel prepararlo era il gusto della sfida nel realizzare qualcosa con cui non mi ero mai cimentato prima.
Personalmente ritengo che il Dvd da me realizzato sia una cosa incredibile e fantastica.
Ad ogni modo dopo: decine di sms, parole dal vivo, una lettera d’amore e diverse email dello stesso calibro, un libro, un sito, un raccoglitore con volantini, biglietti ferroviari e altro; una canzone composta e cantata, un cd musicale prodotto e confezionato, un dvd, diversi versi e migliaia di parole, molte lacrime…
Dopo tutto questo non ottenni nemmeno l’amicizia o il tentativo di crearla o di creare un qualsiasi sentimento umano.
E fu allora che della mia considerazione verso di lei non ne rimase più niente.
Il tutto si consumò molto rapidamente nel pomeriggio di S. Valentino via sms:
“The Libertine con Depp a cavriago stasera. Mi concedi la tua compagnia?”
Lei: “Non mi sembra il caso.scusami!”
Io:”Figurati.Probabilmente hai paura che io continui a piangere e a
corteggiarti io invece ero x una serata tipo blablabla Ma non mi sembra il
caso vero? troppo imbarazzante ste.Se sei anche tu ancora single domani
allora auguri eh!sarà mai il caso di non evitarmi?Aloha”
“Patetico il mio tentativo di iniziare a convertire il mio sentimento in
amicizia? a me farebbe piacere anche solo chiacchierare senza importunarti
ma si vede che di amici come me non ne hai il bisogno. Sorridi!”
Lei: “Non si tratta nè di paura nè di voglia di evitarti. Non mi sentirei a
mio agio e basta. non credo sia il caso di far la vittima! nessuno ti
compatisce!”
E io: “Vittima? oh ma che ti sei messa in testa? Ti metto a disagio? L hai
detto tu mica mi invento niente! Perche’ disagio? Hai detto che non hai
rancore verso di me. Al posto mio che faresti o penseresti?”
Lei: “Guarda a me certi atteggiamenti proprio non piacciono. Non ho rancore
ma non e’ che ti posso trattare come un amico qualsiasi.basta, ormai ne ho
abbastanza”
Io: “Cioe’ ma cazzo!ti dimostro che ti amo ancora e niente!allora mi dico
vabe’ mi ha detto che come amico non vuole perdermi cerchiamo di convertire
questo sentimento. Avrai i tuoi tempi ma se io sono ignorante tu sei
orgogliosa troppo.ne hai abbastanza?!!Ne uccide piu’ l’orgoglio che il
petrolio!ma che ti amo a fare!abbastanza!stupida.”
Mi sentii… libero.
Non ho idea di come sia il ritratto che ho dipinto di lei in questi miei post.
Se conoscete colei di cui ho parlato allora avete la vostra opionione in merito.
Se non la conoscete forse sarete spinti a pensare che sia una persona insensibile, magari un pò vigliacca.
O una stronza.
Non lasciatevi trascinare dai MIEI trascorsi e dai MIEI sentimenti.
E’ possibile che sia una buona persona, con me lo è stata molto tempo fa, ora non lo è più.
Ma ora a me non importa.
Lei non credeva che le persone potessero cambiare, che io potessi cambiare.
E una canzone di De Andrè parla per me:
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a crederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore
dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”
nell’ipocrisia dei “mai”
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pesarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani
dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l’amore
alle carenze dell’amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l’amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
Fabrizio De Andrè – Verranno a chiederti del nostro amore.
Ci sono stati giorni in cui avrei voluto che lei mi fosse accanto, ci sono stati giorni in cui:
“Sai cosa vorrei ardentemente in questi giorni ma proprio roba da “esprimi un desiderio”?”
“Dimmi”
“Ecco io vorrei dirle: VERGOGNATI PER COME MI HAI TRATTATO IN QUESTI MESI PERCHE’
IL MALE CHE IO TI HO FATTO PROVARE L’HO FATTO IN BUONA FEDE MENTRE TU L’HAI
PONDERATO E PERPETUATO SAPENDO COSA PROVAVOOO!
E poi vorrei stendermi con lei su uno di questi prati in silenzio a guardare sto cielo della madonna. Ecco cosa. Sono stufo di soliloqui solitari nel mio ufficio, a scrivere cronache e pensieri o documenti aziendali con l’orecchio al citofono e l’occhio sull’identificatore di chiamata. E’ snervante.”
Quei giorni sono passati.
E qui finisce la parte del blog che parla di sentimenti. Finisce da dove era iniziato.
Grazie per aver letto o commentato, spero che non dobbiate passare quello che ho provato.
Se dovesse capitare sono qui a dirvi che è vero che si sopravvive, e poi si ritorna a vivere.
Se non doveste credermi perchè in questo momento proprio non ci riuscite ebbene vi capisco, ci sono passato anch’io.
Amate comunque, non risparmiatevi nulla, perchè quello che ci teniamo dentro và perso.
Vi auguro buona fortuna, dopotutto io ci credo, ho amici e fratelli e parenti che mi vogliono bene, e come cantano i Negrita: ho imparato a sognare…
Ho imparato a sognare,
Che non ero bambino
Che non ero neanche un’ età
Quando un giorno di scuola
Mi durava una vita
E il mio mondo finiva un po là
Tra quel prete palloso
Che ci dava da fare
E il pallone che andava
Come fosse a motore
C’era chi era incapace a sognare
E chi sognava già
Ho imparato a sognare
E ho iniziato a sperare
Che chi c’ha avere avrà
Ho imparato a sognare
Quando un sogno è un cannone,
Che se sogni
Ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
Che sei solo e in mutande
Quando inizi a capire
Che tutto è più grande
C’ era chi era incapace a sognare
E chi sognava già
Tra una botta che prendo
E una botta che dò
Tra un amico che perdo
E un amico che avrò
Che se cado una volta
Una volta cadrò
E da terra, da lì m’alzerò
C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Ho imparato a sognare,
Quando inizi a scoprire
Che ogni sogno
Ti porta più in là
Cavalcando aquiloni,
Oltre muri e confini
Ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse,
Per giocare son buone
Quando tutta la vita
è una bella canzone
C’era chi era incapace a sognare
E chi sognava già
Tra una botta che prendo
E una botta che dò
Tra un amico che perdo
E un amico che avrò
Che se cado una volta
Una volta cadrò
E da terra, da lì m’alzerò
C’è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò
Se c’è un manifesto della mia esistenza… è questa canzone.
Siamo uomini di sabbia che corrono controvento gente.
Aloha.
Sappiate che sto vivendo e sono felice.
S.P. 11 Maggio 2006
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