Fase 6: L'inizio di un nuovo anno.
"Ste, non fare quella domanda ok?" "Ok." Appena Sara si allontanò la feci. Cominciai a scuoterla. "Torneremo insieme?" ... la rivoltai.... "Sì"
La Palla 8 è un gioco prodotto dalla Tyco, ed è usato per predire il futuro, riproduce una palla da biliardo: la numero 8 di colore nero che in alcune modalità di gioco deve essere imbucata per ultima, se si imbuca prima si perde la partita.
Quei giorni lontano dalla routine mi aiutarono. Quello però che i miei parenti sembravano non riuscire, o non voler capire era la totale inutilità di alcune frasi. Posso scommettere qualsiasi cifra sul fatto che le dicessero in buona fede, ma a me non servivano. Io mi stavo lasciando andare in molte cose, nell' abbigliamento, nell' alimentazione, nell' usare il mio cervello. Mi stavo... rovinando. Ad ogni frase ad effetto del tipo "Ne trovi mille" "Meglio prima che poi" "Si chiude una porta e si apre un portone" io rispondevo con quello che mi sembrava e mi sembra ancora il paragone più azzeccato del mondo:
"Dai passerà!" "Passerà? lo so anch'io che passerà, ma voi dovreste capire che e' come se fossi andato a dormire con i capelli lunghi per poi svegliarmi completamente pelato. Lo so benissimo che i capelli ricresceranno, ma per il momento ho freddo alla testa!! "
E così mi prese questa febbre delle foto. Prima a decine, poi a centinaia. Oramai giro quasi sempre con la macchina fotografica e a furia di farne comincio a diventare bravino. Alcuni scatti mi vengono meravigliosi ma è solo la fortuna del principiante.
Uun nuovo anno era iniziato e nulla era cambiato se non che le mie ferite stavano cominciando a rimarginare. Ma ci sono cose che sono difficili da cambiare. Penso che anche voi da bambini foste presi dal prurito dove si formavano le crosticine attorno alle ferite alle gambe o alle braccia, o quando ci si sbucciava un ginocchio. E le nostre mamme ad ammonirci: "Non ti grattare! Non togliere la crosta!"
In questo senso direi che io non sia cresciuto mai.
Non feci rimarginare la ferita attorno al mio cuore. Ero sempre a grattare, un pò perchè volevo che sanguinasse per sentire che ancora c'era il sentimento, e che se questo c'era non era ancora tutto perduto. E un pò perchè mi rimaneva la speranza. La speranza che su di me aveva lo stesso effetto della carota messa a penzolare davanti al muso del mulo per farlo camminare. E il mulo è mulo mica per niente perchè non arriverà mai alla carota eppure ci prova.
Nella mitologia greca si narra di Prometeo che portò il fuoco agli uomini, ma Zeus adirato per tale gesto lo fece incatenare a una parete rocciosa dove ogni giorno un enorme rapace gli procurava indicibili sofferenze straziandogli le carni e divorandogli il fegato. Durante la notte il fegato di Prometeo si riformava così che il giorno dopo il rapace tornasse a tormentarlo.
A differenza di Prometeo io il rapace lo chiamavo col richiamo.
Una delle soluzioni più drastiche dopo la fine di un bel rapporto, è quella di disfarsi o togliere dalla propria vista e portata qualsiasi oggetto che possa ricordare il partner. C'e' chi in questo è distruttivo e letteralmente smaterializza ogni genere di suppellettile o gadget con un fuoco purificatore e c'e' chi più semplicemente "archivia" il tutto in scatole e cartoni: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Io invece cercai di passare attraverso questa fase senza alterare nulla di ciò che possedessi, volli fare come Odisseo e passare in mezzo alle Sirene.
Se siete in una situazione simile a quella che ho descritto cercate di essere più saggi di me: archiviate TUTTO.
Oggi sappiamo che i compagni di viaggio di Odisseo lo consideravano un buon condottiero ma anche un gran pirla.


