Fase 8: Voglia di Comunicare.
Il giorno 19 Marzo 2002 il professor Marco Biagi viene assassinato a colpi di pistola davanti al portone di casa sua a Bologna. L'indomani vengono indette delle assemblee generali straordinarie nelle varie sedi dell' Università di Modena e Reggio Emilia. Io mi trovavo nell' aula magna della facoltà di Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia. Dopo le parole di alcuni membri del corpo docenti venne chiesto a noi studenti se avessimo qualcosa da dire. Parlò uno di noi e poi ci fù il silenzio. Lo odiai quel silenzio e mi alzai e dissi che mi straniva e preoccupava un simile silenzio in una facoltà di scienze della comunicazione , dissi che questo era quello che i terroristi volevano: il silenzio. Un silenzio che ci accomunava ai morti perchè i morti non parlano.
Non posso farci niente, sono vivo e ho sempre voglia di comunicare con qualsiasi mezzo.
Per questo motivo e per un tarlo che cominciò a rosicchiarmi la mente decisi di telefonarle. Volevo avere sue notizie, sapere come stava, come aveva passato le vacanze.
Rispose lei. Il tono della voce era sereno, come di chi parla con un conoscente. Questo mi fece vacillare, parlammo del più e del meno e poi le chiesi se aveva ascoltato il cd. "No, pensavo fosse un cd fotografico da vedere sul computer". Parlammo ancora a vuoto e prima di salutarla le dissi che non potevo fare a meno di dire una cosa: "Mi manchi". Fui freddato. Mi rispose: "Passerà."
Io non volevo che passasse. Avrei preferito che evolvesse! L' amavo ancora e il mio amore era sprecato. L'amavo e l'unica cosa che mi passò per la mente di fare fu dirglielo. Le scrissi altre email.
Scrissi tra le altre cose:
Passera'.
Passera' questo tempo e passeranno questi sentimenti.
Passera'.
Passera' quanto detto e quanto scritto.
Passera'.
Passera' il freddo e l'umido e l'assenza del volo degli uccelli.
Rimarra'.
Rimarra' il meraviglioso ricordo del periodo piu' bello della mia vita.
Rimarra'.
Rimarra' una persona incredibile che mi sapra' dare ancora molto.
Rimarra'.
Rimarra' la luce che ha brillato nei nostri occhi.
Continuavo a rivederla per i soliti inderogabili impegni ma non vi era comunicazione.
Intanto l'inverno si avviava verso la sua fine. Pensavo che se le cose fossero rimaste tali ne sarei uscito in qualche modo.
Sapevo di star cambiando, sapevo di essere cambiato e speravo che questo mio cambiamento palese agli occhi di molti ma apparentemente invisibile ai suoi, sarebbe stato capace di mutare la situazione in cui versavo.
Le mie erano prove tecniche di trapianto. Stavo sottovivendo senza cuore da diversi mesi, insistevo a voler riempire in qualche modo quel vuoto nel mio petto.
Mi sarei dovuto aspettare una crisi di rigetto.
Quella che ebbi fu devastante.



Forse non sono capace ad amare niente, perche poco piu di niente è quello che ricordo di tutto.
Non so se sono sbagliato nelle fondamenta o se sono solo troppo pigro anche per fissare le cose nella mia mente..
ma invidio la capacità di ricordare degli altri.
Io ricordo solo le cazzate. (Comment this)
C'è però da dire una cosa. Nella vita, ciò che fa la differenza è il dettaglio. E' su quello che bisogna focalizzare la propria attenzione, perchè possiamo avere per tutta una vita una linea di condotta e principi morali, ma se nelle azioni facciamo diversamente i conti non tornano.
I dettagli signori..i dettagli. Dal dettaglio risali al generale, ma non è sempre vero il contrario. (Comment this)
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