Venerdì | Aprile 28, 2006

Fase 10: La mia resa.

"Un popolo dovrebbe capire quando è sconfitto."
"Tu lo capiresti? Io lo capirei?" - Il Gladiatore

Dovevo veramente aver impressionato mia madre, e al mattino la mia cera non doveva essere delle migliori.

I miei genitori erano preoccupati per la mia salute psicofisica. Davanti ai fatti non potevo negare, illudermi o tentare una ridicola resistenza: stavo male, stavo molto male, erano passati mesi e non ci ero saltato fuori.

"Non sei abbastanza forte Stefano, si vede, capiscilo: non devi più rivederla o frequentare le sue stesse attività".

La favola dell' innamorato forte e testardo che alla fine la spunta... era finita.

Avevo perso, mi sentivo come se avessi perso. Non c'erano tavoli di negoziati diplomatici per me, la resa doveva essere totale.

Questa resa comportava l'abbandono di attività che adoravo con amici a cui ero legato.

Dovevo abbandonare il palco su cui avevo recitato per 3 anni.

Che bisogno c'era di farle sapere che avevano vinto? Lei e il suo maledetto muro intendo.

Beh ora non lo so e dubito che lo sapessi allora, ad ogni modo le scrissi ancora.

[...]Per adesso, devo convivere con sguardi radi, e rade parole, con qualche lacrima
che solca il mio volto, c'e' chi mi considera un debole, ma come si puo' essere
forti una volta persa la persona che si ama, che si e' imparata ad amare, corpo
e mente, con cui ci si e' uniti?
Aspettare, aspettare aspettare, aspettare che il cuore e la mente si aprano e la
lascino volare via, ma nell'attesa sentire che sbatte dentro e rimescola tutto
rendendoti stupido.[...] E vedere le altre coppie, col
litigio e la rabbia e col perdono e non realizzare il perche'. Vedere i propri
errori a rallentatore, capirne gli effetti, e una volta trovati i difetti,
sentire che e' troppo tardi, che non c'e' piu' niente da fare, che "dottore
siamo spiacenti ma l'abbiamo perso". Ma come l'abbiamo perso?! Portatelo in
rianimazione per Dio!" Sentirsi scostati, allontanati, e vedere chi ami ridere e
star bene, pensando a quando eri tu a farla ridere.[...] Vederla bellissima, oggi come allora vedendoti
trasandato. Non poter chiedere cosa ha mantenuto del vostro passato, e se
qualcosa gli manca. Risentirla nelle canzoni che ascoltavate e in quelle nuove.
Sentendo la Pausini che canta "sei polvere nei corridoi". Non riuscire a
comunicare che quanto di male e' stato fatto e detto lo e' stato in buona fede,
e che proprio per questo e' stato piu' difficile e lento da cambiare . Sentirne
la mancanza come "al deserto manca la pioggia".[...] Provare il dolore di
essere assenti anche da presenti, avendo a che fare con un muro e con un "non
riesco a provare niente per te". Ma perche', ma come. Voler spiegare
razionalmente i sentimenti e le sensazioni, che non hanno mai avuto qualcosa di
logico e razionale. E la voce che dice, non ti ama piu', fattene una ragione. E
non riuscire a trovarla questa ragione tra gli errori e i difetti. E allora
stare zitti, in silenzio, ascoltando il proprio respiro, sentendo che il tempo
sta passando. Sentendo l'umido sulle guance sapendo di non meritarsi un simile
distacco e indifferenza, perche' ci sei ancora non sei semplicemente diventato
di ombra. Sapendo che la speranza e i sogni non ti abbandonano, non adesso.
Sapendo che lei e' quella che vuoi e che lei non ti vuole, e che le tue parole
avranno un altro senso al suo orecchio. Sentirsi polvere nei corridoi per lei.[...] Rinunciare a chiedere l'onore delle armi o il rispetto
del dolore, rinunciare a sperare che si accorga di quanto di meraviglioso e
incredibile e magico e' successo, rinunciare a comunicare, rinunciare ad altro
allontanandosi perche' la paglia continua a bruciare vicino al fuoco, e
allontanarsi alla fine, saggezza popolare, lontano dagli occhi, lontano dal
cuore pur sapendo che esiste chi riesce ad allontanare dal cuore rimanendo
vicino. Senza negare fiducia e rispetto, perche' non ripaghi piu' con la stessa
moneta e allontani la rabbia e l'odio che e' detto figlio dell'amore. Cio' che
vogliamo e con cui abbiamo un legame sentimentale noi lo difendiamo e ci
battiamo. Sapendo di poter ripetere gli stessi pensieri a chiunque, anche a lei
in faccia cercando di aprire quegli occhi. L'aveva capito Shakespeare: "Amore
guarda non con gli occhi ma con l'anima" .Non so cosa mi riserva il futuro, so
che persona sono, conosco il mio lato sensibile e ci sono cose che questo lato
invece ignora perche' chi può dirsi "esperto" di sentimenti? Ma nemmeno questo
mi fa paura, ci saranno momenti bui, ma non sono solo. Lo sono dentro di me
come lo siamo tutti, e allora mi aggrappero' alle parole e agli altri per
venirci fuori. Facendo alla fine di testa mia. Non vedo l'ora di continuare.

(Finii la mail facendole sapere dove sarei andato Sabato pomeriggio. Speravo che volesse finirla, accettare la sua vittoria)

Oggi leggo queste parole e mi guardo indietro e penso per dove sono passato e cosa ho provato.

Mi ritengo molto molto fortunato a conoscere le persone che conosco e ad aver fatto o scritto certe cose.

Le ho provate tutte. E per questo non ho rimpianti.

Ho amato senza condizioni. E per questo non ho rimpianti.

Ho speso moltissime energie senza ottenere niente. E per questo non ho rimpianti.

Posted by StefsTM at 10:07:06 | Permanent Link | Comments (1) |
Commenti
1 - "Questa resa comportava l'abbandono di attività che adoravo con amici a cui ero legato."

Eh già, la prossima volta restiamo il più lontano possibile dalla nostra quotidianità e devolviamo l'attenzione solo agli amici dei cugini dei fratelli dei vicini dei compagni di scuola....

 (Comment this)

Written by: cesira at 2006/05/23 - 18:20:38
Write a comment